Come gestire l’ansia da quarantena?

Gestire l’ansia da quarantena. È possibile? Come?

Abbiamo chiesto al nostro Psicologo – Psicoterapeuta alcuni consigli per affrontare nel miglior dei modi la situazione inedita che tutti stiamo vivendo.

 Quarantena COVID - Come gestire l'ansia?

Stando chiusi in casa è naturale guardare la TV o informarsi online sulle ultime notizie legate all’emergenza Covid-19. Che effetti provoca questo comportamento?

Ascoltare tutto il giorno le notizie provoca uno stato neuropsicologico di allarme/allerta corticale insieme alla prevalenza di emozioni, sentimenti, affetti travolgenti quali angoscia, ansia, paura, incertezza sul futuro, noia che sfociano in forti tendenze ad elaborare idee paranoidee.

Un effetto simile viene scatenato quando siamo sovrastati da informazioni provenienti dagli specialisti in epidemiologia più quotati che fra di loro hanno spesso criteri molto differenti: certe volte si contraddicono provocando nella nostra coscienza un aumento potenziale di sensazioni angoscianti nonché un aggrovigliamento di idee. Cosi quello che all’inizio era un tentativo di mantenersi informato finisce per diventare confusione e disinformazione, dando luogo a comportamenti non sempre ragionevoli. Il processo descritto fa si che si incrementino i livelli di ipocondria.

Il consiglio è selezionare uno o massimo due fonti di informazioni attendibili (telegiornali).

Quali sono i consigli per vivere questo periodo serenamente?

  • Bisogna stare attenti alla frattura nelle abitudini quotidiane e mettere insieme una routine che possa essere funzionale ed equilibrata e non disfunzionale e nociva;
  • Non sfogare l’ansia attraverso l’appagamento momentaneo che il cibo offre;
  • Va bene essere vigili sulla preoccupazione sana (funzionale) per l’eventuale contagio, al contrario non bisogna avere paura ossessiva (disfunzionale) per il possibile contagio senza basi concrete (improbabile).

Come utilizzare al meglio il tempo libero in questa reclusione forzata?

  1. Informati ma senza esagerare
    L’antidoto è dividere gli orari di informazione e aggiornamenti riguardanti la malattia: un’ora in mattinata e un’ora nel tardo pomeriggio, mai prima di andare al letto.
  2. Organizzati diversamente
    Impostare la routine quotidiana in modo da avere tempo per strutturare un programma di quelle cose che da tempo hai voluto fare in casa ma per le quali non hai mai trovato il momento idoneo.
  3. Concentrati su cose nuove che non hai mai fatto
    Se possibile, dedica del tempo a riflettere e guardarti dentro, cercando di capire se quel che hai fatto fino ad ora nella tua vita è valso la pena, ma soprattutto a meditare su ciò che davi per scontato fino ieri.
  4. Chiama vecchi amici
    Spingersi a contattare quelle vecchie amicizie che non abbiamo sentito da molto tempo è un’altra ottima metodica per ricavare da questo tempo qualcosa di valido.
  5.  Prova a scrivere la tua esperienza
    Tenere un diario di bordo in cui plasmare le proprie idee più intense potrebbe sorprenderti e farti avere delle introspezioni che in un altro modo non potresti mai avere. Dopotutto quando è stata l’ultima volta che hai dovuto scrivere una autobiografia e vederti dall’esterno?
  6. Aumenta la conoscenza
    Potrebbe essere interessante, inoltre, utilizzare questo tempo iscrivendoti a quella piattaforma on line per lo studio della lingua inglese, o meglio ancora ci sono pagine ufficiali come quella del MIUR in cui puoi iscriverti ad un corso e-learning che possa potenziare/incrementare la conoscenza del tuo mestiere, utilizzando così questo periodo in corsi di aggiornamento/formazione professionale.
  7. Si creativo(a)
    Scrivere a mano una lettera in cui riversi i tuoi sentimenti più sinceri d un amico o al partner avrebbe un effetto molto curioso.
  8. Fai per gli altri
    Inizia a riflettere su come potresti aiutare agli altri, dal fare la spessa in farmacia al tuo vicino di casa quando già esci per andare a fare la tua, al valorizzare le relazioni con persone più vicino a te.

Ora dobbiamo rovesciare la medaglia: utilizzare il più possibile in modo produttivo il tempo invece di farci utilizzare e devastare dal tempo.  Non sottovalutare l’impatto che questo periodo, se non viene utilizzato per bene, potrebbe avere sul tuo io futuro.